Il poeta e il suo doppio

Intervista di Stella Sacchini

da «Lo Straniero», 144, giugno 2012
Qual è la necessità che ti spinge a tradurre?
È una bella domanda. In effetti all’inizio, quando ho cominciato a scrivere, tradurre certi poeti era davvero una necessità. Così come imitarli. Credo fosse un modo per cercare di assimilare le loro qualità, che sono decisamente migliori delle mie, ma potrei anche dire, più semplicemente, che sentivo il bisogno di vedere i loro versi nella mia lingua. Ora non sento più quell’urgenza perché col tempo si sono avvicinati, sono diventati più miei. Adesso traduco perché fa parte del mestiere. Per un poeta è una cosa piuttosto naturale, quasi tutti quelli che sanno una lingua straniera lo fanno, e a volte anche quelli che non la sanno ︎