Matteo Campagnoli

In una notte fortunata

Casagrande 2010

Goffredo Fofi: «Se la stagione letteraria non è delle migliori, di talenti in giro ce ne sono però molti, senza l’ossessione del successo, che cercano scavano ragionano, che propongono, inventano - e ho letto da poco un vero poeta, il milanese Matteo Campagnoli edito da Casagrande». [«l’Unità»]


Roberto Carnero: «...come poeta è uno dei migliori della sua generazione».


Alberto Saibene: «È bello scoprire che a Milano vive un bravo poeta come Matteo Campagnoli. Già traduttore di Brodskij e Walcott, esordisce con In una notte fortunata (Casagrande), che raccoglie una decina d’anni di lavoro in versi. La sua è una poesia al contempo raffinata e colloquiale, che spesso nasce dalla suggestione dei luoghi (Milano, il Mediterraneo e l’Europa continentale) e restituisce i sentimenti più profondi come solo i veri poeti sanno fare». [esterni.org]

Milano paralizzata dal freddo di gennaio o dal sole d'agosto che «sotto l’epidermide d'intonaco scrostato, / brucia la carne viva del mattone». La Grecia vista dai tentacoli «di una medusa pietrificatasi in penisola». La Sicilia con la sua antica città di Ortigia, dove a mezzogiorno «i gatti neri rasentano le mura, / come ombre che hanno assunto, per paura / di svanire, vita propria». Basilea attraversata da un vento carico di note musicali, teoremi matematici, considerazioni filosofiche: forse solo un pretesto «per evitare di innalzare un monumento / a un’epoca finita», o forse no, perché «ogni luogo crea / il suo genio, o viceversa». New York che con i suoi ponti «simili allo slancio del cuore» concede le sue epifanie all'alba, «in un mattino / qualunque di un qualunque novembre». Sono questi alcuni dei luoghi e dei motivi di un libro fatto di immobilità panica e di vagabondaggi fisici e mentali, tanto oziosi quanto, alla fine, pieni di significato. La lingua chiara e robusta di Matteo Campagnoli riesce a mettere in tensione, nell'arco di un verso o di una strofa rimata, espressioni letterarie e colloquiali, sprezzature e metafore ricercate, battute di spirito e figure classiche che si presentano qui come assolutamente contemporanee. Aspetti questi che permettono di ricondurre l'autore a quella famiglia transnazionale e translinguistica di poeti i cui rappresentanti più influenti sono forse, negli ultimi decenni, Iosif Brodskij e Derek Walcott.


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